|
Il Castello di Montelaterone, a partire dai primi anni dopo il 1000, fu più volte occupato dagli Aldobrandeschi "defensores" dell'Abbazia di San Salvatore e più volte restituito.
Dal dizionario geografico fisico storico della Toscana di Repetti tra il 1833 ed il 1846 si legge, alla voce Monte - Laterone o Montelatrone, che il castello è "situato sopra la prominenza di un monte di arenaria che inoltrasi da Arcidosso verso maestro, fra la strada che mena allo sbocco dell'Orcia nell'Ombrone lungo il torrente Zancona che ne lambisce la base da ostro a ponente".
Montelaterone domina tutto il versante occidentale dell'Amiata.
Dal punto di vista strutturale il "castrum" di Montelaterone, ubicato alla sommità del poggio, era costituito da un recinto di pietra grezza con semplici torrazzi e palizzate e circondato da fossati e difese naturali. Dentro addossati al recinto alcuni edifici in parte in muratura ed in parte in paglia o legno destinati ad abitazioni, magazzini e stalle per animali, poi c'era il luogo di culto (la Chiesa di San Vittoria documentata fin dalla metà del XIX secolo), infine uno spazio libero dove si organizzava la vita sociale.
Verso il 1200 ci fu una comune azione di Siena ed Orvieto contro gli Aldobrandeschi ed in quegli anni gli abitanti di Montelaterone fecero atto di sottomissione a Siena. Dopo il 1260 né i Monaci di San Salvatore né la comunità del Castello furono in grado di contrastare le decisioni del Governo generale di Siena che prevedeva la militarizzazione del Castello: ed il 31 luglio 1262 ordinò agli abitanti di Montelaterone di aiutare con animali ed uomini la costruzione della fortezza, riservando al Comune di Siena solamente il pagamento delle chiavi e lasciando alla Comunità di Montelaterone il finanziamento dei lavori. Il Castello ebbe due cinte murarie, rimaste per pochi tratti, e cinque porte.
Oggi del cassero esagonale con torre quadrata all'interno, rimangono imponenti resti nel punto più alto del paese.
|